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Storia delle barriere di sicurezza

La barriera mediana del New Jersey è la barriera concreta affusolata che è usata in molte strade principali, per impedire i salti di carreggiata e redirigere il veicolo in caso di sbandamento.
Anche se non è esattamente chiaro quando o dove le prime barriere mediane in calcestruzzo sono state usate, sicuramente i primi elementi ad essere installati sono stati usati nei mid-1940s sulla US-99 sulla discesa dalle montagne di Tehachapi nel sud centrale della valle di Bakersfield, in California.


La prima generazione delle barriere in calcestruzzo è stata sviluppata per:

  1. minimizzare il numero degli autocarri che perdono il controllo ed invadono la corsia opposta;
  2. eliminare l'esigenza di manutenzione ordinaria e straordinaria molto costosa e molto pericolosa nelle zone dove sono avvenuti incidenti. Preoccupazioni che oggi sono valide come lo erano di 50 anni fa.

La prima barriera mediana in calcestruzzo fu installata nel 1955 nel New Jersey, ed era alta soltanto 18 pollici. Somigliava ad una parete verticale bassa con un bordo per lato. Furono osservati i problemi operativi generati e successivamente fu cambiata la sagoma e l'altezza fu aumentata a 24 pollici, e nel 1959 a 32 pollici (quella attuale).
Lo stato del New Jersey non ha utilizzato il crash-test per sviluppare la barriera. Il reparto tecnico della viabilità dello stato del New Jersey osservò gli incidenti accaduti in prossimità delle barriere e, successivamente ha evoluto la figura della barriera. Sia lo stato del New Jersey che la California agli inizi degli anni ’60 hanno continuato la sperimentazione, e la barriera studiata dal New Jersey fu ampiamente adottata anche dalla California.
La California installò, dal 1972 al 1988 circa 820 miglia di barriere. Da allora l’uso della barriera è stato adottato in quasi tutte le strade americane.
Nella realtà esistono n. 6 disegni di barriera mediana in calcestruzzo, differenti della barriera conosciuta, ma la barriera del New Jersey è stata quella che ha riscosso più successo. Normalmente le barriere con profilo diverso sono comunemente usate sul bordo della strada, quali i parapetti dei ponti, sulle sommità dei muri di sostegno, sui rilevati e contro i tagli della roccia.
Le prime barriere a profilo New Jersey in calcestruzzo moderne (cioè spostabili sotto gli urti) sono state montate nel 1983 dalla Società Autostrade S.p.A. sulla propria rete con immediati risultati positivi. Immediatamente si notò, infatti, la diminuzione dei salti di carreggiata nello spartitraffico, con ovvi benefici.
Nel corso degli anni sono stati installati, sulla rete stradale italiana, migliaia di chilometri di barriere spartitraffico a profilo New Jersey in calcestruzzo, ed è conclamato il generale miglioramento della sicurezza sulle strade, con un notevole risparmio di vite umane.
Risultati eccellenti si sono avuti nell’uso sul bordo dei ponti, dove le barriere a muretto impediscono la caduta dei veicoli leggeri e pesanti e non trasmettono l’urto al ponte.
Nel 2005 viene ideato un nuovo profilo per lo spartitraffico “T-Rovescio” che rivoluzionerà l’uso nello spartitraffico evitando ai veicoli leggeri il rimbalzo sulla corsia di destra, migliorandone notevolmente il loro reindirizzamento.
Nel 2007 le barriere a muretto in calcestruzzo entrano anche nel mondo del bordo laterale, con una serie di barriere con nuovo profilo redirettivo a trapezio da posizionare su supporti diversi: cordoli in cemento, asfalto, magrone,o anche pietrischetto, ecc. ecc.
Nel 2008 vengono eseguiti i primi test sull’urto dei motociclisti ottenendo da subito risultati eccellenti.
Infatti i motociclisti, cioè gli utenti della strada che corrono più rischi, più volte, tramite le loro Associazioni, hanno chiesto agli Enti gestori delle strade l’installazione di barriere a muretto in calcestruzzo nei punti più pericolosi, in quanto esse, con la loro continuità, non danno luogo ad urti del motociclista su parti taglienti, spesso mortali.
Nel 2010 nasce la barriera a spostamento controllato per proteggere qualsiasi punto fisso presente sulle strade, quali pile dei ponti, muri di controripa e muri laterali delle gallerie
Le barriere a muretto non richiedono manutenzione successiva all’installazione.
Pertanto non generano costi di manutenzione e migliorano la sicurezza. Infatti con la loro assenza di manutenzione non danno luogo a cantieri di manutenzione, a loro volta possibili generatori di incidenti.




 
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